In molti nelle ultime ore si sono espressi sulla manifestazione di due giorni fa voluta da Di Pietro e da una serie di intellettualoidi in cerca di spazio sui giornali.
In molti hanno commentato in modo negativo anche e soprattutto la deriva in cui è naufragato il convito di piazza, deriva governata (si fa per dire) dalla "sbragata" operata da comici, che se hanno dimostrato di sapre far ridere (?????) hanno altresì e soprattutto dimostrato di capire poco o niente di quello che li circonda, completamente immersi in un profondo livore (forse un livore da esclusi, visto che a parte Travaglio, gli altri comici intervenuti non hanno spazio in TV?) che ormai li avvolge come le bende di una mummia. Non dissimili da quei bambini petulanti che, desiderosi di fare sentire la loro vocina per guadagnare attenzioni, dicono qualsiasi cosa in qualsiasi momento pur di far tacere gli adulti, si sono gudaganti gli sguardi stupefatti e soprattutto alquanto indispettiti persino di gente delle loro stessa corrente (Nanni Moretti ne é un esempio).
Pur avendo poca simpatia personale per il Presidente della Repubblica, tuttavia provo profondo rispetto per la carica che Napolitano ricopre, e di riflesso anche per lui che come capo di Stato mi rappresenta presso gli altri popoli. Insultare il Presidente della Repubblica significa insultare sé stessi. Ora, io sono incline all'autoinsulto, e se fossi Marco Travaglio, Beppe Grillo o Sabina Guzzanti lo sarei ancora di più, ed in quest'ottica gli attacchi al Presidente da parte di chi non ha mai fatto quasi nulla a parte scaldare le folle con qualche parolaccia e qualche "testa di c..." distribuito a destra e a manca sono più "gestibili"; ma non tutti sono in grado di cogliere l'autolesionismo celato dietro un attacco al Presidente della Repubblica, e il sistematico ricorso a questo tipo di invettive alla lunga stanca e stomaca anche chi ancora oggi gira con "W Lenin" tatuato sul petto nascosto dalla Polo Ralph Lauren e con la falce e il martello nel cassettino porta oggetti della Jaguar Coupé.
La cosa che meno di tutte mi ha stupito è la performance di Sabina Guzzanti (confesso, in barba ad una ideale pacatezza che pensavo per questo post, che mi fa ribrezzo anche solo scrivere questo nome). Non capisco sinceramente come tante persone siano rimaste sorprese dal tono e dai non-contenuti del suo intervento. Da chi si è permessa di sfottere pesantemente e senza alcuna pietà una donna malata di cancro, arrivando quasi a sostenere che detta malattia fosse solo un'invenzione per attirare l'attenzione non ci si può aspettare nulla di meramente umano: e difatti la Guzzanti coniuga l'aspetto e l'espressione bovina con il reaglio del ciuccio. [Al diavolo la pacatezza: come il rispetto, essa si deve agli uomini e alle creature, non agli organismi monocellulari parassiti]. I suoi attacchi al Papa e al Ministro Carfagna riscuotono applausi e solidarietà da quelli che, come lei, erano in bagno mentre Dio distribuiva cuori, cervelli, buon senso e rispetto.
Due giorni fa Piazza Navona è stata deturpata ancora una volta, anche se nessuna statua è stata toccata. Le facce infatti sono sempre diverse, ma la mancanza di background culturale è la medesima: l'unica differenza è che quelli che rompono le fontane si chiamano vandali, quelli che lacerano i timpani insultando chi non è o non la pensa come loro si chiamano "intellettuali e comici" di sinistra.